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Premio MF35

Premio MF35 dedicato a Michela

Michela aveva 37 anni (ne avrebbe compiuti 38 il 27 aprile), era originaria della provincia di Pesaro, aveva sempre vissuto a Rieti e si era trasferita a l’Aquila ai tempi dell’Università, dove si era laureata in Fisica e lavorava in un’industria aerospaziale.

Era una persona generosa, coraggiosa, vivace, meticolosa; nella corsa aveva trovato la sua dimensione ed andava forte perché aveva il coraggio di provare a migliorasi sempre, il cuore per sfidare i propri limiti per realizzare i propri sogni, la determinazione per applicarsi in duri allenamenti o seguire ferrei regimi alimentari.

Nella sua pagina su Myspace per descrivere se stessa aveva scritto “Non sono una podista perché corro… Corro perché sono una podista! Desidero fare amicizia con chi vive con passione le passioni della vita”.

Anche se la sua passione era la corsa era una sportiva completa, dalle immersioni subacquee all’arrampicata sportiva passando per la bicicletta, lo sci, il nuoto; proprio la passione per la multidisciplina l’aveva portata, con la SBR3 di Grosseto, a cimentarsi, con buoni risultati, nel duathlon e nel 2009 era pronta a debuttare anche nel triathlon.

Michela aveva corso 11 maratone (di cui ben 5 nel 2008), dalla prima di Roma 2006 all’ultima di Roma 2009, passando per Boston, New York, Parigi, Cannes, Honolulu, Firenze e Carpi ed altre due edizioni di Roma. Nel 2008 era giunta terza di categoria alla finale mondiale della Haway di Xterra, una gara massacrante su percorsi accidentati sulla distanza della mezza maratona.

La Stramilano 2009 è stata purtroppo la sua ultima gara; era stata una giornata perfetta per lei: aveva incontrato diversi amici che non vedeva da tempo, aveva corso in un buon tempo (in preparazione della maratona di Londra che avrebbe dovuto correre dopo tre settimane) era felice, poi il ritorno a casa nel centro dell’Aquila ed il tragico destino che l’aspettava. Il terremoto se l’è portata via in maniera subdola, nel sonno, senza che lei, sempre energica e attiva, potesse neanche provare a salvarsi.

Ha corso la sua ultima gara con il 1606 e da quel giorno quel pettorale non si è mai fermato grazie alle tante persone che continueranno a correre portando per sempre un suo ricordo nel cuore.

Alla memoria di Michela è dedicato il premio di categoria MF35.